Junk Christmas

"Il Junkspace è post-esistenziale: ti rende incerto su dove sei, rende poco chiaro dove stai andando, distrugge il luogo dove eri". (R. Koolhaas, Junkspace, 2001). Partendo dal testo di Koolhaas sugli spazi junk (spazi spazzatura) delle città contemporanee ho iniziato un viaggio per osservare come questi luoghi, durante le festività natalizie, si riempiano di installazioni luminose. Il mio viaggio inizia sempre quando scatta "l'heure bleue", cala la sera e le luci improvvisamente si accendono. Visito i parcheggi dei centri commerciali, quelli delle aree industriali, gli spazi residuali ai margini delle strade, le stazioni di servizio; impalcature giganti si trasformano in giganti alberi di Natale, intere facciate di banali capannoni risplendono circondate da fili luminosi, distese di parcheggi ospitano luccicanti coni metallici. Forse questi spazi di per sé insignificanti hanno bisogno di essere curati, una volta all'anno, con una rivoluzione luminosa che li riscatti dall'anonimato? Forse queste architetture, come individui che, affetti da rachitismo, necessitano di raggi solari, hanno bisogno di accorgimenti luminosi per ritrovare una loro identità? Il risultato è un campionario di luminarie. Il viaggio si interrompe alla fine di Gennaio quando le luci si spengono e non resta che attendere l'arrivo di un nuovo Natale per vedere ancora questi luoghi brillare nella notte.