Abitanti popolari

Per qualche mese ho seguito un progetto rivolto ai quartieri popolari Aler di Pavia in cui ho svolto un’attività di custodia sociale che mi ha permesso di passare del tempo tra i caseggiati, avvicinandomi agli abitanti e ascoltando i loro racconti. Lentamente e attraverso una presenza quotidiana questo ricchissimo universo umano si è aperto davanti ai miei occhi offrendomi la possibilità di ritrarne i protagonisti con i quali è nata una relazione basata principalmente sull’ascolto. Ogni volta che entro nei cortili di questi stabili respiro un’aria diversa, i ritmi cambiano rispetto al resto della città e percepisco una realtà che, seppure non priva di problemi e difficoltà quotidiane, mi trasmette un senso di comunità e solidarietà profondamente umane. Sì, credo che l'emozione nel frequentare questi luoghi sia proprio incontrare l’umano, in tutte le sue sfaccettature e conoscerne le storie dense e controverse che mi portano a riflettere sulla complessità di esistere, inevitabilmente sinonimo di resistere ed insistere. Gli abitanti di questi quartieri si fissano sempre più nella mia mente e nel mio immaginario diventando... popolari.